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liti condominialiLe liti condominiali

06/05/2016 - FONTE: www.studio-palumbo.com

I tribunali italiani sono pieni di liti condominiali. Le liti coi vicini avvengono per rumori molto molesti, un uso disinvolto delle parti comuni,piante sui balconi che invadono la proprietà del vicino, animali troppo vivaci etc. La lista è infinita. La tolleranza purtroppo ha un limite, e a volte, ci buttiamo in avventure giudiziarie puramente per una "questione di principio". Considerando che un giudizio in media dura 3 anni, per il primo grado, i costi, e una sentenza che tante volte non riesce a far cessare il comportamento molesto, conviene nettamente aumentare il nostro livello di tolleranza e cercare di trovare una mediazione del tutto amichevole. La prima figura che è tenuta a intervenire è l’amministratore di condominio. Attenzione però: l’amministratore non può intervenire per le questioni concernenti controversie private tra due condomini, cioè nei casi in cui si tratti di tutelare una delle due proprietà individuali. Facciamo qualche esempio. L’amministratore non può intervenire se Tizio butta materiale sotto la finestra, sporcando il balcone di Caio; se Tizio insulta Caio o riempie di cartacce la sua cassetta delle lettere, se dall’appartamento di Tizio giungono infiltrazioni d’acqua nell’appartamento di Caio ed è dimostrato che la perdita non dipende da tubature di proprietà del condominio etc. L’amministratore ha il dovere di intervenire in due casi: se la lite riguarda un comportamento che costituisce anche violazione del regolamento condominiale: es. un condomino che, a differenza di quanto prescritto nel regolamento, usa l’aspirapolvere alle 6 di mattina oppure se un soggetto lascia puntualmente il portone dell’edificio aperto, ecc. se la lite riguarda questioni legate all’uso delle parti comuni: es.un condomino che parcheggia l’auto nel giardino in modo da impedire il transito alle altre auto oppure un condomino che sporca l’ascensore etc. Ogni singolo condomino può rivolgersi al giudice, nel caso in cui ritenga che il regolamento sia stato violato da uno dei vicini: prima di ricorrere é meglio attivare l’amministratore, che in fin dei conti non è una figura del tutto priva di poteri. Inoltre grazie alla sua mediazione si possono trovare soluzioni in via amichevole in tempi ridotti. Nel caso di richiesta di intervento alla magistratura, generalmente l’organo coinvolto è il giudice di pace. Attenzione: la strada è lunga, i costi tutt’altro che irrisori e se il comportamento da punire è di minore entità e difficilmente documentabile, l’esito è tutt’altro che certo. Per evitare l’intasamento degli uffici del giudice di pace per questioni che non si riesce a gestire senza entrare in conflitto, la legge sulla mediazione entrata in vigore a settembre 2013, ha imposto a chi volesse intentare una causa condominiale, l’obbligo di tentare un accordo di mediazione prima di andare in giudizio. Infine, la vita condominiale non è semplice, bisogna avere un alto livello di tolleranza reciproca da parte di tutti i condomini, un buon Amministratore deve sempre comportarsi come il buon padre di famiglia, cercando di mediare col dialogo tra le parti, e non lasciare che le situazioni possano degenerare in questioni di principio.
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